La Magia della prima

AstrologiaLa Magia della prima

La Magia della prima

E come per magia, siamo arrivati alla fine del mese più corto dell’anno, ma anche quello più denso di significati e ricorrenze speciali, nonchè quello che precede l’amata primavera!

Per gli antichi Romani, febbraio è un mese corto ed era l’ultimo mese del calendario romano, mese introdotto da Numa Pompilio insieme a quello di Giano, in cui si venerava l’antico dio Februs – da cui oggi deriva il termine febbre. Ed era questo mese corto e febbrile che avrebbe poi portato alla rinascita e al mese dedicato a Marte.

Ancora oggi, attraverso i festeggiamenti del Carnevale, riviviamo gli echi di un’antica festa pagana, i Lupercalia, un antico rito propiziatorio di purificazione e di fecondazione, adottato dai Romani: le donne scendevano in strada, indossando le loro più meravigliose vesti, si adornavano i capelli o più semplicemente si mostravano seminude, come Natura le aveva fatte per farsi fecondare dagli uomini, vestiti di pellicce d’animali dapprima sacrificati, emblema della loro forza e vigore.

Le ‘maschere’ non servivano più. Il tutto accadeva in strada, alla luce del sole e della natura. Era necessario liberarsi dalla stanchezza invernale, dalla febbre, dai panni del solito, spogliarsi e seguire il desiderio naturale di tornare alla vita, per farsi trovare pronti e fecondi alla primavera! Una vera festa orgiastica direte voi, ma sappiamo bene che gli antichi erano conosciuti per questa caratteristica, ogni dettaglio era curato ed intriso di magia, proprio come accade durante una sfilata di alta moda.

Tutto è connesso, anche a distanza di tempo!
 
Ma cos’è la magia?

Come sempre, spulciamone il significato! (è una fissa sì, ma voi non siete curiosi di sapere l’origine di ogni parola?)

Magia è una parola conosciutissima, ma ovviamente ha un certo fascino che deve essere spiegato! Dal greco magheìa, da màgos, nome con cui erano conosciuti gli appartenenti a una precisa casta sacerdotale. Eppure quando diciamo ‘magia’ colleghiamo subito la mente alla saga di Harry Potter, ai malocchi e agli amuleti, alle credenze astrologiche, a polverosi tomi di negromanzia, ma anche alla meraviglia dei tramonti, al fascino di luoghi e persone, agli incantesimi d’amore, e così via.

A chi non piacerebbe vestire i panni di maghi o streghe, vivere realtà dove bacchette, pozioni, oggetti volanti esaudiscono ogni desiderio?

Ma la parola magia scaturisce da una figura storica precisa! Il filosofo Erodoto, nelle Storie, racconta di una particolare casta sacerdotale persiana: i Magi (sì lo so, siamo a febbraio, ma gennaio è pur sempre passato da poco). Una casta depositaria di saperi occulti, che in particolar modo riguardavano l’astrologia e l’interpretazione dei sogni. Secondo le credenze classiche, furono proprio i Magi a inventare l’astrologia e la magia e anche se il nome di ‘mago’, in breve, prese anche il significato di ciarlatano, i Magi, coi loro straordinari misteriosi saperi, ebbero un carisma globale. E davanti a questo magnetismo così invincibile viene da domandarsi, come è che ti guardavano i Magi, come è che si muovevano, come è che parlavano, che cosa leggevano nei sogni e nelle stelle, e che cosa davvero sapevano.

Dove è questa magia?

La si può definire come una capacità di attrarre, di incantare che si sprigiona da una persona o da una cosa, ma anche da un fatto, avvenimento sorprendente e imprevisto. E più spesso, di cosa che si manifesta con questa caratteristica. Pensiamo all’espressione: ‘e come per magia!

Non scatena forse una certa curiosità, suspense, attesa? E’ forse ciò che accade alla Natura, quando rinasce dopo ogni lungo inverno? Inciampiamo in un fiore ed è subito un magico stupore!
E’ forse ciò che accade quando si fa teatro, quando si balla, quando si canta, quando si fa moda?

E cosa è la Moda?

Moda deriva dal latino, Modus, che vuol dire maniera, tempo, norma, ma perché ne abbiamo bisogno?

La moda nasce dalla necessità dell’essere umano di coprirsi, inizialmente di pelli e pellicce, poi con il passare del tempo l’abito assume una funzione sociale, distinguendosi per classi e per mansioni.
In poche parole ora la moda è associata al sociale e tutti noi ci mettiamo in relazione con essa, che è in costante trasformazione.

La Moda è nata nel periodo buio, il Medioevo in Italia, per altri mezzo secolo dopo in Francia alla corte di Borgogna, ma i più danno buona l’ipotesi Italiana, nel Belpaese.

Chi forniva l’abito?

Ovviamente i sarti, soprattutto dal trecento in poi e oltre a loro anche qualche pittore famoso, come Giotto e Del Pollaiolo.
Una sarta molto famosa fu quella della corte di Luigi XV, Madame Rose Bertin, che creava sofisticate e sontuose vesti per la regina Maria Antonietta.

I primi stilisti iniziarono a distinguersi dopo la Rivoluzione Francese, il periodo in cui il sarto potè esprimere al meglio la propria creatività. Nel XIX secolo molti stilisti portarono il cliente a seguire le sue creazioni nel proprio Atelier. Tutto ciò era consentito solo alle classi più abbienti, visto i prezzi di produzione del sarto/stilista. Un esempio può essere Charles Frederic Worth, un inglese trasferitosi in Francia e considerato poi fautore dell’Haut Couture e stilista personale della moglie di Napoleone III.

Grazie alle innumerevoli invenzioni nell’epoca dell’industrializzazione, tra cui il telaio meccanico, la Francia divenne uno dei più grandi centri della moda, grazie anche all’apertura di grandi magazzini e quindi della confezione in serie. Il prezzo dell’abito scese conquistando una più vasta parte della popolazione. Molti capi di abbigliamento tra cui la crinolina furono così indossati, anche dalle donne del popolo, dando via a quel movimento chiamato Moda.

Buona la prima!
12 Febbraio 1951

Quel giorno di 70 anni fa, un elegante signore che a Firenze dirigeva un ufficio di commercio con l’estero, Giovanni Battista Giorgini detto ‘Bista’, organizzò nella sala da ballo della sua casa, Villa Torrigiani in Via dei Serragli, la prima sfilata di moda che l’Italia ricordi. Fino ad allora a dominare erano state le creazioni francesi, e quando si trattava di moda la regina era la Francia. Tuttavia Giorgini pensò che fosse arrivato il momento di mostrare al mondo gli abiti di alcune sartorie tricolore come Carosa, Fabiani, Fontana, Veneziani, Marucelli e Gallotti.

Tutte sfilarono sulla passerella allestita nella sala da ballo fiorentina, e fu un successo, al punto che i giornali francesi scrissero che la sfilata di Firenze aveva scosso i saloni dell’alta moda parigina e minacciava il gran titolo reale!

Da quel giorno, la moda italiana cominciò a camminare con le proprie gambe e ad essere esportata. Affascina prima di tutto gli americani con creazioni artigianali, magari meno raffinate di quelle francesi ma più essenziali e “portabili”. Poco più di un anno dopo, nel luglio 1952, sempre per idea di Giorgini le sfilate furono spostate nella sontuosa Sala Bianca di Palazzo Pitti di cui Giorgini ne diresse l’organizzazione fino al 1965, scoprendo stilisti come Roberto Capucci e contribuendo al successo di quello che ormai è il made in Italy.

Poco prima della pandemia l’industria italiana della moda-accessorio aveva raggiunto un fatturato di 98 miliardi di euro, con un saldo commerciale positivo di circa 30 miliardi. Si capisce perché l’anniversario del 12 febbraio sia così importante!

I festeggiamenti 2021, omaggio a Giorgini

Per celebrare questo anniversario, e anche i 50 anni dalla scomparsa di Giorgini, è stata organizzata una conferenza internazionale online, promossa dall’Archivio Giorgini insieme con l’Università di Bologna e in collaborazione con Associazione Oma (Osservatorio Mestieri d’Arte). La conferenza è trasmessa in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Archivio Giorgini.

L’iniziativa è la prima di una serie prevista per celebrare i due anniversari, che saranno ricordati anche nella 100esima edizione di Pitti Uomo, prevista nel giugno prossimo. In quell’occasione verrà presentata la prima biografia di Giorgini e realizzata una mostra.

Una rinascita matura

Stiamo attraversando tempi poco ‘luminosi’, molte cose ‘magiche’, come i musei, le sale da ballo, i circoli, i teatri sono chiusi, e viene a mancare quel pizzico di malìa nell’aria che ci permette di viaggiare con la fantasia e ci da la possibilità di creare e vivere la vita con rinnovata leggerezza. Ma la Storia insegna, anche nell’ora più buia la magia accade e fa nascere cose luminose destinate a perdurare nel tempo, per l’eternità.

 

La Magia accade ogni giorno, quando non ti arrendi, anche se vuoi farlo
L’universo si innamora sempre di un cuore testardo

 

Buona rinascita e che la magia sia con noi!

Coucou,
Madama Olivea

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