Belle – Nostra Signora

CulturaBelle – Nostra Signora

Belle – Nostra Signora

Sveglia Parigi si sentono già le campane a Notre Dame,
Come canti risuonano in ciel e tutti lo sanno che il segreto è nel lento pulsar delle campane a Notre Dame!

 

Così canta l’intro del Musical di Notre Dame de Paris, la grande storia ambientata nella suggestiva cattedrale, detta anche ‘Nostra Signora’ di Parigi, tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, conosciuto per l’enorme produzione nella storia della letteratura francese. Si dice che era solito scrivere ogni mattina cento versi o venti pagine di prosa.

Il romanzo è ambientata nella Parigi del XV secolo durante il regno di Luigi XI, una città brulicante di feste nobiliari, baldorie grottesche, insurrezioni di massa ed esecuzioni pubbliche. Quasimodo è il suonatore di campane orribilmente deforme, il gobbo della cattedrale di Notre Dame. Una volta malmenato da una folla inferocita, si innamora della bella zingara Esmeralda, l’unica ad aver avuto pietà di lui. Esmeralda venne ingiustamente accusata di omicidio e Quasimodo tenta di proteggerla, conducendola nella cattedrale. Lo scrittore dedica due capitoli alla descrizione della chiesa gotica, portando il lettore nell’anima della Grande Cattedrale. Dalle sue altezze vertiginose, ci offre una visione soggettiva di Parigi. La parola “destino”, incisa su una delle pareti, rivela la forza nascosta dell’intera storia.

Il destino di Quasimodo è segnato quando viene abbandonato alla nascita da sua madre sui gradini di Notre Dame. Adottato dall’arcidiacono Claude Frollo, Quasimodo diventa suonatore di campane della torre, nascondendo la sua grottesca figura gobba lontano dagli occhi indiscreti di Parigi. Frollo innamoratosi della bella zingara e consumato dall’amore proibito per lei, convince Quasimodo a rapirla, ma i suoi tentativi vengono sventati dal capitano degli Arcieri del Re, Febo, anche lui innamorato della giovane. Quasimodo viene imprigionato per il crimine e viene maltrattato e umiliato dai suoi rapitori. Dopo una fustigazione particolarmente brutale, è curato da Esmeralda e da questo punto in poi Quasimodo è irrimediabilmente legato a lei. Frollo, ossessionato da Esmeralda e Febo, pugnala quest’ultimo, accecato dalla rabbia e dalla gelosia. Esmeralda viene arrestata e condannata a morte per l’omicidio e, nonostante un coraggioso tentativo di salvataggio di Quasimodo, impiccata. Il gobbo vedendo Esmeralda senza vita appesa al patibolo, al suono delle campane, grida:

sei tutto ciò che ho amato

Un essere deforme nell’aspetto ma dal grande cuore, Notre Dame è una storia drammatica di amore e inganno, dove le vere protagoniste sono le campane. È innegabile che la campana rappresenti un simbolo, come tutte le cose avrà anch’essa una terra di origine e un suo significato. Scopriamoli!

 

Agnone, storia, fascino ed eleganza

Sono questi tre degli aggettivi attribuiti nel tempo ad Agnone, cittadina dell’Alto Molise, che vanta una tradizione campanaria unica al mondo, una ricca cultura enogastronomica ed un artigiano d’eccezione. Sede di quello che è il più antico stabilimento al mondo per la fabbricazione delle campane.

Terra di santi, patrioti, intellettuali ed abili artigiani specializzati nella lavorazione dei metalli, intorno all’anno 1000 Agnone è una città conventuale, e in questo clima monaci-artigiani si specializzano nella particolarissima arte della fusione delle campane. Qui il tempo si è fermato e tra fasci di luce e aromi di fumi si respira l’odore semplice e forte di mille anni fa. E la storia parla di un’impresa artigiana più longeva, nonché la più antica esistente al mondo, la Fonderia Marinelli

Il culto della campana, come tanti, affonda le radici nei miti pagani propiziatori che attraverso il suono della campana offrivano protezione contro ogni negatività invocando spiriti benigni a protezione del raccolto e del bestiame. Incertezze e paure venivano esorcizzate attraverso il ritmo ancestrale del sonaglio. I rintocchi diversi e noti a tutti invitavano alla preghiera o all’adunanza, avvertendo dei pericoli o delle liete novelle. Scandivano le ore del giorno e della notte e un’ora prima del tramonto avvertivano pescatori, boscaioli e contadini affinché rientrassero in paese prima del buio; annunciavano invasioni e tempeste e, si dice, se suonate con gran fragore, potessero dissolvere grandine e fulmini. Con l’avvento del Cristianesimo la campana assume grande dignità e diventa il simbolo di aggregazione e di pace che tutt’oggi le si attribuisce. Così la Chiesa, 500 anni dopo Cristo, probabilmente in Campania, ‘inventa’ il Campanile, l’axis mundi, l’asse dell’universo, che collega la terra al cielo, l’uomo a Dio.

La campana è qualcosa di più di un vessillo, come può esserlo la bandiera, poiché è fatta di materiale pregiato, bronzo fuso che viene lavorato per far emergere immagini e scritte a futura imperitura memoria: oltre a farsi vedere e notare come farebbe una bandiera, si fa anche sentire coi suoi rintocchi che sono un forte richiamo non solo per orecchie ma anche per il cuore, la mente e lo spirito.

una campana va oltre, ci parla: e noi siamo tutti figli suoi

L’incontro di oggi è dedicato proprio a lei, Nostra Signora, la campana e ad un’altra storia altresì speciale, quasi come le famose campane parigine.
Pronti a scoprirla?

 

Una grande vittoria

Due anni fa mi iscrissi ad un corso di oreficeria sperimentale, da tempo cercavo di dare una forma ‘speciale’ al mio ‘fare mosaico’, che desse un tocco di preziosità e unicità. Mi svegliavo molto presto al mattino e il suono delle campane del mio paese mi accompagnava per tutto il tempo che impiegavo a prepararmi ed a uscire di casa.

Mi piaceva sentire quel suono di prim’ora, quasi come un eco mi dava il ‘buongiorno’, rompendo il silenzio e risvegliando i sensi. Arrivata in città, del suono non c’era più traccia e mi accorsi che mi piaceva così tanto che cercavo di ‘tenerlo’ con me finché potevo. Durante le lezioni di oreficeria sperimentale decisi di mettermi in gioco e realizzare i primi accessori unendo il ‘fare mosaico’ con la moda. Al corso ci chiesero se avessimo delle idee precise su cosa realizzare, ma quello che mi ronzava in mente erano solo le prove di teatro e il suono delle campane: il tempo scorreva e mancava sempre meno al giorno della prima! Mentre ero distratta da questo pensiero, sentii i familiari rintocchi che mi riportarono nel presente ed iniziai a pensare alla parola campana, a quale fosse il suo significato e compresi che avevo trovato l’animus, il proposito per la mia prima creazione!

Una volta assemblati i pezzi, proprio come accade nella creazione della campane, portai gli orecchini a fondere in un laboratorio del posto, che però trovai chiuso a causa dell’emergenza sanitaria. Mi rivolsi all’unico orafo che si rese disponibile poco prima che tutto il paese si fermò. Portai gli orecchini di fretta e furia nell’atelier Oricalco di Grado, sull’Isola del Sole, glieli lasciai con la speranza ma anche con una certa apprensione, sarei riuscita a farli realizzare e tornare a riprenderli ?

Pensai che per il fatto di averli portati in un luogo magico come il mare, le cose sarebbero andate bene. E così fu. I primi di marzo, dopo due interminabili settimane e con le notizie che via vai annunciava la chiusura imminente, l’orafo mi chiamò per dirmi che mi aspettava per il ritiro, era il 9 marzo. Volai letteralmente sull’isola, per strada non c’era quasi nessuno ed un insolito silenzio si faceva anticipatore di quello che accadde due giorni dopo, un lockdown totale che ci tenne fermi in casa per tre lunghi mesi. Prima di rientrare scattai delle foto sul lungomare, salutai un’amica e tornai a casa, pensando che …

i sognatori ce la fanno sempre se non smettono di crederci
 
Di pietre e di gioielli

Ogni mese è associato ad una pietra personale.
Quando realizzai gli orecchini era febbraio, e scoprii che l’Ametista era la sua gemma, una gemma governata da Giove e quella dei nati sotto il segno dei Pesci. A proposito del mese appena passato, secondo una leggenda San Valentino indossava un anello di ametista, simbolo dell’amore casto, proprio quello che prova l’arcidiacono Frollo per la bella zingara nel romanzo di Notre Dame de Paris.
L’ametista è anche la gemma, il fiore all’occhiello di questo pezzo dalla movimentata storia e l’ho scelta tra tutte le gemme per la forza del suo significato simbolico: volevo una pietra che sposasse la forma decisa ed elegante delle ‘campane’ che avevo creato e che richiamasse lo spirito zingaresco della giovane protagonista del musical, Esmeralda, una donna in grado di guardare oltre le apparenze fisiche, che sa vivere con leggerezza per il mondo e si muove con grazie ed eleganza, non curandosi minimamente del suo grado e del giudizio della gente. Questa è l’unicità che la contraddistingue.

La forza è racchiusa nella potenza dell’ atteggiamento

Il significato spirituale dell’ametista è connesso alla mente, si dice che promuova la calma e la chiarezza dove c’è confusione, supportando i nostri processi di pensiero ed intuizione.Questo meraviglioso quarzo stimola il risveglio spirituale e facilita la presa di coscienza dello scopo della nostra anima. Purifica e apre la mente verso ciò che ci circonda e aiuta a vedere “oltre” nei momenti difficili della vita, donando chiarezza e consapevolezza alla situazione in cui ci si trova, senza lasciarsi sopraffare dagli eventi. Non a caso è indicata tra le principali pietre altamente spirituali e per tanto dovrebbe essere portata nella sfera alta del corpo, dove si trovano i chakra dall’energia eterica. A livello fisico aiuta contro i dolori e le tensioni collegate ad emicranie, a ferite ed è utile nelle malattie del sistema nervoso, i polmoni, le vie respiratorie e la pelle!

E poi, lo volete sapere un trucco? Se la si mette sotto il cuscino rende più vivi e chiari i sogni e dopo qualche giorno il sonno diverrà profondo, tranquillo e ristoratore. Insomma è un vero toccasana di questi tempi! Indossatela quindi come ciondolo al vostro collo o portatela con voi in un sacchetto e in questo modo potrete godere di tutti i suoi benefici!

 

Finale Ultimo

Un gioiello è parte essenziale dello stile di ogni donna e d’ogni uomo e a fare la differenza sono i dettagli, che lo rendono unico nel suo stile, così come la qualità dell’atteggiamento. Ricordate dunque che dietro ad ogni gioiello artigianale c’è molto di più di una forma, di un materiale, di un oggetto, c’è l’essenza di un simbolo, un emozione, un sentimento che racchiude una storia. E quasi sempre è una storia che profuma di vittoria. Quella dell’amore che vince ogni cosa!

così canta, canta, canta,
Notre Dame

Coucou,
Madama Olivea

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