Texture

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Cosa sono le texture in arte?

La parola texture deriva dal latino ‘textura‘, rete, tessitura. Più diffusa in inglese che in italiano, di fatto l’espressione ‘testura’ è poco usata, è una parola giovane, pensate che il suo primo uso risale al 1985, ha solo 36 anni! Si dice texture quando vogliamo identificare la trama o più letteralmente la tessitura di un’immagine.

La natura, come sempre, offre moltissimi esempi da cui trarre ispirazione, basti pensare al tronco ruvido e rugoso di un albero, ad una distesa di sassolini colorati o, perché no, alle strisce di una zebra! Tutte immagini che, in parole semplici, presentano delle superfici particolari: in alcuni casi regolari, in altri meno. Ma attenzione! Si può parlare di texture solamente quando siamo di fronte ad un’immagine, ad esempio una ripresa molto ravvicinata, che ci permette di riconoscere una grana, un rilievo.

Nell’ architettura

Molti edifici presentano facciate realizzate con trame che hanno reso tipico uno stile architettonico. Ad esempio, le piastrelle decorate con motivi geometrici presenti nella cultura islamica e iberica, ma anche i diversi tipi di opere murarie di età romana come lopus quadratum o lopus reticulatum. Gli stessi artisti, soprattutto nel Novecento, hanno dedicato buona parte della loro ricerca espressiva proprio in funzione della superficie e della materia. Essi cercavano di ricreare, visivamente, sensazioni tattili e di tridimensionalità. In Italia, ricordiamo Alberto Burri. I suoi lavori esprimono perfettamente il concetto di texture. Frammenti di plastica bruciata o cellophane e superfici che ricordano i terreni aridi del deserto (ma che sono realizzati con materiali artificiali) sono solamente due esempi, tra i tanti possibili, della ricerca compiuta dall’artista. In America invece, i dipinti di Jackson Pollock e il suo dripping, ricreavano trame totalmente differenti ma altrettanto interessanti. Quasi ipnotiche, le trame di Pollock riflettono lo stato d’animo in cui sono state dipinte dall’artista che, come uno sciamano, danzava intorno alle grandi tele schizzando e rovesciando il colore con gesti ampi e dettati dal momento. Esplosioni di colori, tratti, linee che ricordano le sfumature dei marmi e dei graniti.

Il frottage!

Il frottage è una tecnica di disegno e pittura basata sul principio dello sfregamento. Già conosciuta nella antica Cina e nella Grecia, venne riscoperta in epoca moderna dall’artista tedesco Max Ernst, uno degli massimi esponenti del Surrealismo e pioniere della tecnica pittorica del frottage. Vi assicuro che da piccoli lo abbiamo fatto un sacco di volte! Basterà porre una foglia o una moneta sotto un foglio da disegno e strofinare la matita sulla superficie: appariranno, come per magia, le trame degli elementi scelti. Si può creare una composizione ripetendo più volte o usando colori diversi! Unica regola,

libera la fantasia!
Elephant 126, frottage di monete, Sheila Singhal

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