Musivarius

ArteMusivarius

Musivarius

La parola mosaico oggi definisce la realizzazione di un certo tipo di pittura, con incerto tipo di materiale pittorico in certe condizioni. Ma sappiamo con certezza Chi inventò la tecnica? Nei testi antichi è scritto che si cominciò a comporre mosaico quando nacque l’arte di tagliare il marmo, ma non si sa se il merito è dei Greci, degli Egiziani o dei Persiani. Tuttavia sono proprio quest’ultimi a prendersi il merito, grazie ad uno scritto del libro biblico di Ester:

‘Divani d’oro e d’argento erano disposti sul pavimento, rivestito di marmo pario e marmo verde smeraldo, che la pittura adornava con meravigliosa varietà’

Gli uomini che lavoravano i marmi, (nell’antichità erano escluse le donne), avevano differenti specializzazioni e venivano chiamati: TAGLIAPETRE, MARMORARI, QUADRATARI, LAPIDARIUS, CALCIS COCTOR, TESSELLARI, VITRARIUS, PAVIMENTARI. Ma coloro che facevano mosaico? Gli specialisti nell’arte del mosaico si distinguevano in tre tipologie:

  • Musivarius, colui che distingueva il tipo di materiale adatto ad essere tagliato in tessere idonee al tipo di tessitura, (texture), differenziava colori e lucentezza, e specializzato nell’arte del comporre.
  • Pictor Imaginarius, il maestro che eseguiva il disegno preliminare e indicava i colori su una tela.
  • Pictor Parietarius, colui che portava il disegno e di colori dal cartone alla superficie pavimentale o parietale, modificandone il modello per adattare l’opera allo spazio e alla forma. Si serviva di carbone, di sinopia ( silicato di ferro e alluminio, un composto terroso che si trova in Turchia, originario da Sinope, sul Mar Nero), oppure incideva il contorno della figura con punte metalliche.

Le tessere di mosaico si ottengono con uno strumento già utilizzato dai Romani, e che si trova riprodotto in un antico bassorilievo: la Martellina. Un martello di acciaio duro a doppio taglio, la cui impugnatura deve essere lunga quanto l’apertura della mano del mosaicista. Un piccolo trucco per ridurre lo sforzo del peso del martello è assottigliare il manico all’estremità, in modo che si possa lavorare muovendo solo il polso. La pietra di smalto o marmo viene posta su di una scure rivolta verso l’alto, e fissata a un tronco, è il tagliolo. Il tronco in legno duro, (faggio o noce) misura in media 80 cm di altezza. Si percuote con la martellina, che dovrà abbassarsi il più verticalmente possibile. Il gomito dovrà essere aderente al fianco per garantire maggior sostegno. Pena? Una brutta tendinite!

Opus Pocus

Hocus pocus è una frase senza senso usata come ‘formula magica’ per fare accadere qualcosa. In passato fu un termine comune adottato da maghi, giocolieri o altri simili intrattenitori (tipo ‘abracadabra’, altra parola magica di derivazione da una lingua antica). Curioso come il termina rassomigli al genere che indica i differenti impieghi dell’arte musiva. Eccone alcuni esempi:

OPUS SEGMENTATUM, OPUS TESSELATUM, OPUS SIGNINUM, OPUS SECTILE, OPUS LAPILLI

Perciò cari amici, fate attenzione dove camminate. Guardate per terra con ammirazione e pensate che discendete dagli antichi artigiani romani che crearono la bellezza delle nostre strade, spaccando uno ad uno i tasselli, le pietre e tracciando i segni ed i contorni indelebili di vie, pareti e pavimenti. Non aspettiamo altro di tornare a percorrerle e visitarle liberamente. Perciò siate pronti ad esclamare,

opus liberatum
Esempio di Opus Tessellatum, pavimento dell'Hotel Bologna, Bologna, tessere oro 24k e paste vitree

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